Le foto di “Urban & Human Empathy” in mostra in Polonia e Ungheria

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Il primo ciclo di mostre internazionali del progetto fotografico “Urban & Human Empathy” sarà inaugurato mercoledì 12 luglio 2017 alle 18 presso la Dom Literatury di Łódź, in Polonia. Le mostre proseguiranno nel corso dell’estate anche a Budapest, in Ungheria, dove sono previste esposizioni nei locali del centro cittadino, e culmineranno a ottobre con una collettiva presso l’Aeroporto di Trieste nell’ambito di Trieste Photo Days 2017.

A Łódź saranno in mostra foto di Adriano Cascio (IT), Alfonso De Gregorio (IT), Alvise Busetto (IT), Andrea Piotto (IT), Andrea Scirè (IT), Anna Monda (IT), Antonio Busqueta (MX), António Castilho (PT), Christine Miess (AT), Daniela Pasquetti (IT), Daniele Faverzani (IT), Dario Campos Cervera (MX), Federico Berti (IT), Federico Montaldo (IT), Francesco D’Alonzo (IT), Geir Moseid (NO), Georg Worecki (LU), Gianni Olivetti (IT), Greg Bal (US), Hiro Tanaka (JP), Josefine Unterhauser (DE), Josh Bergeron (US), Joshua Sarinana (US), Juan Rodríguez Morales (ES), Lauren Grabelle (US), Lawrence Sumulong (US), Lena Tsibziova (RU), Luciano Roncato (IT), Malwa Grabowska (DK), Manlio De Pasquale (IT), Marcello Ceraulo (IT), Matei Curtasu (DE), Matteo Abbondanza (IT), Max Alvarez (ES), Michael Kofteros (CY), Michał Orliński (PL), Michele Di Donato (IT), Michele Palazzo (US), Nathalie Vigini (CH), Never Edit (DE), Nicola Daddi (IT), Nino Evola (IT), Olah László-Tibor (RO), Peter Assay (HU), Rafal Rafalski (PL), Ranu Jain (AE), Rob Krauss (US), Stan Raucher (US), Stuart Chape (WS), Umberto Lucarelli (IT).

“Urban & Human Empathy” è il primo progetto fotografico lanciato dalla piattaforma Exhibit Around, ed è incentrato sulla presenza umana immersa nel contesto urbano. Un tema focalizzato sulla Città, che ha offerto agli autori ampie possibilità espressive. Le linee guida fornite ai fotografi suggerivano immagini di “luci e ombre, sprazzi di colore e grigia monotonia, frenesia e relax, storia e contemporaneità, sfarzo e miseria. Contrasti che modellano la vita delle persone. La città ci accerchia, ci condiziona, ci costringe.Eppure, allo stesso tempo, noi ci plasmiamo in essa”. Il progetto prevede anche la pubblicazione di un volume fotografico, attualmente in lavorazione.

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